Oggi mentre tornavo a casa in macchina mi sono messa a riflettere sui sogni… i sogni che tutte le persone fanno… No, non di notte: i sogni ad occhi aperti, le speranze, i desideri, le passioni che alimentano la vita di tutti, tutti i giorni…
Nelle persone ho visto sogni realizzarsi, e il loro posto essere preso subito da sogni più grandi; ho visto sogni svanire, inghiottiti dall'egoismo, dall'apatia, o drammaticamente, da un ignobile fato.
Ma senza sogni non si vive: essi sono il carburante indispensabile, il nutrimento irrinunciabile. Senza progetti non camminiamo: siamo parassiti, piccole amebe.
Ieri un amico mi ha parlato del suo sogno, un bellissimo sogno… “fatto di semplicità”…
Ed io mi sono chiesta: qual è ora il mio sogno? Ne avevo uno, ero vicina alla sua realizzazione, ci ero andata proprio vicinissima… e si è infranto. Càpita. Ora non ho più il coraggio di fare quel sogno. L’ho chiuso dentro il cassetto più in basso, quello che non si apre mai perché è scomodo, l’ho messo in fondo in fondo e davanti ci ho messo tanti asciugamani, lenzuola, e soprattutto fazzoletti. Perché ogni tanto, quando trovo la forza di chinarmi e andare a ripescarlo, è più forte di me, mi lascio andare… e quel sogno mi travolge. Ed anche oggi, mentre tornavo a casa in macchina, con il sole in faccia, il viso arrossato dalla abbronzatura appena presa, serena, perché tutto sommato (ma lo dico sottovoce) questo è un bel periodo, da sotto gli occhiali da sole mi è scesa una lacrima.
Già, ora qual è il mio sogno?


















