21 dicembre: la cena con le amiche (o terapia di gruppo)
E siamo giunti dunque all’ultima puntata della serie. Finalmente, dirà qualcuno. Io pure.
(Attenzione però per i diabetici, trattasi di post dolce e mieloso.)
Come ormai tradizione, l’ultimo venerdì prima di Natale ci si ritrova con le amiche di vecchia data, quelle della scuola, quelle dell’adolescenza e dei primi amori, che per motivi diversi non si frequentano più, ma con le quali ci si tiene regolarmente in contatto, ed un invisibile legame ci unisce. Le amiche che si conoscono bene, quelle un po’ prevedibili ma mai banali, e che è sempre bello riabbracciare, anche se magari è diventato difficile condividere davvero come un tempo...
(Attenzione audace lettore che sei arrivato fin qui: ora il post diventa ancora più schifosamente mieloso)
Serata piacevole, con la bimba di 11 mesi di una di noi a fare da mascotte, ad assaggiare le prelibatezze portate un po’ dall’una un po’ dall’altra, e poi, messa a nanna la bimba, conclusasi con un fuoriprogramma: forse complice il Taboo del dopocena, ognuna di noi si è raccontata, spogliandosi appunto di tutti i tabù, nelle proprie vicende più scabrose personali, che fino ad ora erano rimaste sopite, ma che forse avevano proprio bisogno di uscire.
E come per magia si è ricreata proprio l’atmosfera di tanti anni fa, quando nelle gite scolastiche che comprendevano le notti fuori, ci si ritrovava clandestinamente nella camera di qualcuna di noi, a ridere, chiacchierare e confessarsi fino a tarda notte…
La cena più bella degli ultimi 10 anni, credo.
Di norma una volta all'anno vengo assalita da un'inspiegabile voglia di preparare biscotti, e così mi metto lì, riduco la cucina uno sfacelo, impasto ed inforno fino al soddisfacente risultato finale. Dopo che tutti gli altri hanno già postato il resoconto, un po’ in ritardo arriva anche il mio… ma sarò breve 
Era la mia prima social network cena, e devo dire, è stata proprio una bella serata. Mi ha convinta LaLui, che ringrazio perché è sempre così carina, ed ho avuto il piacere di conoscere la gadgettatissima Delymyth, quella sera un tantino traumatizzata dalla guida 2.0 di Tiziano, il finto-serio tanto amato dalle mamme, che era presente con il suo sfegatato fanclub al seguito, ovvero Daniele, Lorenzo e Riccardo. Si è pasteggiato tra risate e scherzi, bersagliando un po’ l’uno ed un po’ l’altro… (sì, un po' Tiziano, ed un po' il Fogliata) ma anche riflettendo misticamente (…) sul senso del Natale, ispirati dal presepe nella conchiglia di vetro che faceva bella mostra sul tavolo… 
Tutte persone che hanno in comune la rete, in un modo o nell’altro, ma che erano lì soprattutto per condividere qualcosa, per stare insieme, andare oltre il “virtuale” e divertirsi vis-a-vis. E che ci sono riuscite, mi pare…
E c’è ancora qualcuno che dice che Internet è il Male!
Brrr...
(continua...)
A Natale siamo tutti più imbecilli poeti buoni, sì.
Ed è in nome di questo che riporto qui alcuni esilaranti sms di auguri che ho avuto il piacere di leggere nei giorni scorsi. Formattazione originale integralmente mantenuta per un migliore apprezzamento. In corsivo i miei commenti.
Ciao,quest’anno vorrei regalarti questo cofanetto,è pieno di gioia e di regali.xaprirlo serve un grande sorriso.dai provaci!anzi proviamoci insieme:
(fastidioso, o per meglio dire, urticante)
Ricorda sempre..la vita è breve..infrangi le regole,dimentica in fretta,bacia lentamente,ridi senza controllo,e nn rimpiangere mai quello che ti ha fatto piangere.Mandalo a tutti coloro ke vuoi bene e ke nn vuoi xdere nel 2008,anke a me se vuoi..Se te ne tornano 3..6speciale.. (ovviamente il mio non gli è tornato)
Ricorda sempre,la vita è breve, infrangi le regole, dimentica in fretta,bacia lentamente, ama sinceramente,ridi senza controllo e nn rimpiangere mai quello ke ti ha fatto sorridere.Mandalo a tutti coloro a cui vuoi bene e ke nn vuoi perdere nel 2008,anke a me se vuoi…Se te ne tornano 3 sei speciale… (gesto di Tafazzi)
Non c’è sentimento più bello (ah no?) di augurare con tutto il cuore Buon Natale! Baci.
(e per finire, la filastrocca...) Dal vicino caminetto viene giù l’angioletto, l’ho mandato di nascosto a dar gioia in ogni posto, tanta gioia tanto amore agli amici che ho nel cuore. AUGURI E BUON NATALE. (tristezza mode on)
Serve altro?
Ovvero: il matrimonio,
Ma andiamo per ordine…
Dunque dunque… è da un bel po’ che non scrivo ma ora mi metto di impegno.
Evito di tediare i miei 3 assidui lettori con le inutilità che mi hanno forzatamente tenuta lontana dal blog e dalla rete in generale, e passo direttamente ad aggiornarli con il primo racconto.
15 dicembre: il matrimonio.
Ore 10.00: il mio collega mi viene a prendere smadonnando perché è in ritardo, io sono già scesa in strada in equilibrio instabile sulle mie nuovissime quanto altissime scarpe nuove carica di:
- nr. 1 borsetta piccola,
- nr. 1 borsa con giacca a vento da prestare al collega che l’indomani va in montagna,
- nr. 1 borsa grande che contiene scarpe e collant di ricambio ed altre cose indispensabili che nella pochette non ci stanno,
- nr. 1 borsa porta fotocamera semi-professionale gentilmente concessami dal fratello. Lo aspetto un decina di minuti al freddo ed al gelo con tutto sto valigiame e con il cellulare all’orecchio per evitare di guardarmi intorno come una fessa, poi lui arriva e partiamo alla volta di una giornata massacrante. Prima tappa: il buffet. Parcheggiamo ed entriamo in casa. Scopro con mia grande meraviglia che dobbiamo percorrere a piedi un simpatico vialetto di 2/300 metri per entrare. Ancora non mi rendo conto di quanto possa essere amplificata tale distanza con addosso un paio di scarpe così. Ma ce la faccio. Restiamo dieci minuti e poi arriva l’autista in cinquecento che deve portare la sposa in municipio.
La sposa parte (ed arriva) prima di noi ma pure prima di tanti altri che devono parcheggiare fuori dal centro. Noi parcheggiamo e poi a passo svelto ci dirigiamo verso la seconda tappa: la cerimonia. Altri
, e dopo coriandoli, bolle di sapone, ricchi premi e cotillon, ci dirigiamo verso la terza tappa: il ristorante. Stavolta i
coretti di Hip Hip Hurrà per gli sposi: l’atmosfera è un po’ da Vacanze di Natale con Boldi e DeSica, ma va bene così. Breve pausa e poi la cena, fino ad arrivare alla tanto sospirata torta nuziale. Io cammino sempre più faticosamente su quelle scarpe che mi sembra aumentino di altezza di minuto in minuto e la stanchezza si fa sentire. Non mi abbandono ai ritmi sfrenati di Vasco e Pupo (scelte musicali della sposa, ci tengo a sottolinearlo, eh eh
) ma saluto calorosamente e torno a casa. Resisto stoicamente con quei trampoli addosso fino dentro la soglia e poi finalmente mi libero dalla tortura e getto le "amatissime" scarpe più lontano che posso.
Crollo addormentata solo 10 minuti dopo essere entrata in casa e nella notte sogno di fare 80 chilometri in bicicletta, con tanto di risveglio con un crampo al piede.
Ed era solo un matrimonio.
(continua...)
Ho fatto di nuovo quel sogno.
Quello dove mi tuffo in piscina e, mentre sto nuotando, va via la luce. Io continuo a nuotare al buio, senza farci caso, arrivo in fondo alla vasca ed urto accidentalmente un’altra ragazza. Lei si è fermata e si è aggrappata alla corsia perchè ha paura. Io le dico di non preoccuparsi che presto tornerà la luce, ma mi guardo attorno e tutti sono fermi… in attesa. Mi prende un po’ di angoscia, mi chiedo quanto durerà questo black out… non sono tranquilla, però cerco di tranquillizzare le persone vicino a me…
E poi, all’improvviso, prima di quanto mi aspettassi, la luce torna. I neon si accendono, uno alla volta... e tutti sorridono di nuovo.
Poi quando mi sono svegliata ho trovato quest’alba qui.
Oops... mi è scappata l'ora! 
Beh... ora potete smetterla di dilaniarvi nello sconcertante dubbio... perchè la soluzione all'inquietante enigma è la nr... 5! Ebbene sì, dai, era facile, era la mia Miciolyna tenera tenera nel pieno del suo sonno... (a me, sentirla, fa sbellicare dalle risate, giuro...
)