Inizia qui oggi, proprio su questo blog che avete il privilegio di leggere, una delle rubriche più innovative che vi siate mai sognati di trovare in un blog: si intitola “il referrer che non ti aspetti”. Lo so, spaccherò la blogosfera in quattro con questa idea, balzerò ai primissimi posti della classifica che non c’è, tutti mi linkeranno* per la mia sfavillante iniziativa… non so se reggerò a tanto clamore, ma ci si prova… ok, basta stronzate, ma restate qui, please.
Spiego brevemente per chi il pc lo usa solo per guardare le previsioni meteo e scaricare la posta (i geek possono passare al paragrafo successivo grazie): noi blogger siamo infimi dentro, sappiatelo, e vi spiamo. Sappiamo quando e da dove ci leggete, non possiamo spiegarvi come (son segreti che si tramandano di blogger in blogger attraverso segretissime cerimonie di sangue), ma vi spiamo, che volete farci, ci divertiamo così. E una delle cose che ci fa maggiormente sganasciare dalle risate sono le parole o le frasi che inserite nei motori di ricerca per arrivare fino a noi. Le chiamiamo Keywords, o Referrer. E così ogni tanto per far divertire il gentile pubblico, decidiamo di condividerle con i lettori. Ne nascono post come questo, godetevelo.
Dicevo, dunque: “il referrer che non ti aspetti”. In questo ultimo mese qualche ignaro lettore è giunto fino a me digitando le seguenti keywords, che vado ad elencare:

Che dire? Bella serata anche stavolta…
Come quella dello scorso dicembre, anche la cena di ieri sera riservata ai Bresciani (e non) su Facebook si è rivelata un successo! I dettagli? Eheh, informazione riservata! 
Potete al massimo dilettarvi guardando un po’ di foto qui.
Ringrazio gli organizzatori e attendo ansiosa la data del prossimo evento (di cui si parla da un po') “Bresciani su Facebook alle Terme”...
Rido per non piangere. O almeno così si dice in questi casi.
Oggi sono stata convocata dal supermegadirettoregalattico, quello con le poltrone in pelle umana per intenderci, per quella storia della mia fantomatica promozione, che per dirla tutta ormai sono mesi che me la promettono e poi rimandano, posticipano, tergiversano.
E salta fuori che non se ne fa più niente. Perché? Non perché io non valga, no. Perché il tizio a cui dovrei fare le scarp… ehm… che dovrei sostituire non vuol sentir ragioni di lasciare il suo posto (leggi: perché lì sta troppo bene e si fa i suoi porci comodi). E si aggiunga che nessuno lo vuole come collaboratore. E si aggiunga che la mia attuale capa non vuole lasciarmi andare via.
Mi sono un po’ incazzata ma neanche tanto. Con una diplomazia che mi autoinvidio ho risposto che a perderci sono loro e che se non avranno i risultati che si aspettano del tizio sopradescritto che siano quantomeno consapevoli che stanno pagando le loro scelte.
(Non so se mi sono spiegata, per chi non ha seguito tutta la storia forse sto post risulterà un tantino incomprensibile, ma io volevo sfogarmi e dove lo faccio se non qui? Andrò mica a pagare uno psicoterapeuta…)
Sono delusa, dalle aspettative disilluse che hanno alimentato in me (se stavate scherzando, almeno potevate farmi un cenno…
) e soprattutto dall’egoismo di alcune persone che mi circondano, che hanno fatto di tutto per ostacolarmi, anche con calunnie e raggiri.
Ma sono orgogliosa di me stessa per la mia reazione controllata e matura.
Mi sono concessa due lacrimucce soltanto stasera, dopo aver chiuso la telefonata con mia mamma.
Ora si guarda avanti, come ho sempre fatto finora davanti alle difficoltà, da ovunque provenissero.
Io ne esco pulita, e questo seppure non paghi, per ora mi basta.



Così ho deciso che il mio prossimo blog comincerà con
Solo per avvisarvi, ecco. Cordialità.
”Cordialità” è un epilogo tipico di comunicazioni formali che mi ha sempre fatto morire dal ridere, che cosa ci volete fare, ognuno ha le sue perversioni.
Mi passano questa notizia e sorrido.
Continuo nella lettura e scopro che la ricerca spiega come la presenza di un gatto in casa riduca ansia e stress, principali responsabili di problemi cardiovascolari.
Probabile. Cioè, se lo dicono i ricercatori del Minnesota, sarà senz’altro così.
Poi fa niente se mentre dormi, nel cuore della notte, ti salta improvvisamente sul letto, magari ad un centimetro dalla faccia, o ti cammina sullo sterno, poi fa niente se un bel giorno decide di smangiucchiarti il vestito di chiffon più bello che hai, poi fa niente se con la sua silenziosa andatura felina fa cigolare le porte che apre al suo passaggio, poi fa niente se per ore decide di non rispondere quando la chiami facendoti pensare che sia caduta giù dal tetto salvo poi apparire da dietro un qualsiasi scatolone con lo sguardo assonnato e scocciato, poi fa niente se un bel giorno opta per far visita al vicino rimanendo intrappolata sul suo balcone e tu non la trovi più… piccole cose, che fanno bene al cuore… eh, sì, e soprattutto rafforzano le coronarie.
No no, è che gli animali domestici riducono ansia e stress…
(vabbeh... se poi la guardo dormire beata e pacifica ai piedi del lettone, allora è tutta un'altra storia...)
Latito da un po’ ma non voglio farvi preoccupare: sono qui, e vi guardo.
In questi giorni sto riflettendo su molte cose (roba grossa, eh…
) come l’amicizia, il lavoro, la vita… Penso spesso, penso anche troppo ed a volte sarebbe meglio non pensare.
Per distrarmi mi metto a guardare le vecchie puntate di Sex&theCity (sono alla 5° serie, Lui, tranquilla…) ma incredibilmente anche una serie tv, seppur di successo, mi regala spesso spunti di riflessione, frasi che sento mie, come questa:
E torno a farmi domande sul destino e quelle cosette lì.
Devo smetterla con la coca (zero), lo so.
Caro lettore indefesso che da tempo immemore mi leggi anelando ad un invito a cena, ecco qua: è giunta la tua occasione.
Sì, sì, per davvero.
Perché venerdì 28 marzo sarò anch’io a Brescia alla cena-per-blogger-e-non.
Cosa aspetti? Clicca su questo link, apri un account su FB se non lo hai mai fatto prima, ed iscriviti all’evento. Se dici che ti mando io, inoltre, potrai partecipare all’estrazione dell’ambito e privilegiato “posto vicino a me”… Affrettati, i posti vicino a me sono limitati e vanno via come il pane!!!
*cena con me... e altre 15-16 persone, ovvio... 

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