Venerdì, a Milano, si terrà, come molti sapranno, la 3° edizione della Girl Geek Dinner Italia: un’altra opportunità speciale per incontrare e socializzare con donne interessanti (questa riga l’ho copiata/incollata paroparo come stava scritta sul sito, eh…)
Ovvero un’altra opportunità per approfondire quello che si nasconde dietro un semplice avatar, raccontandocisi a vicenda non solo per cosa si è, ma soprattutto per CHI si è, che poi è la cosa più importante.
Ed anche un’altra opportunità per ciacolare, divertirsi, e scambiarsi moo card
, certo.
Che io sia ufficialmente una Girl Geek l’avevamo già ampiamente stabilito e dimostrato qui, e dunque non c’è bisogno di altre spiegazioni; stavolta porto pure
Mi resta solo UNA fondamentale domanda:
con ‘sto freddo, ma cosa diavolo mi metto???
Io prima di sabato non avevo mica capito tanto bene che cos’era un barcamp.
Questa storia della non-conferenza era per me un tantino enigmatica e mi lasciava perplessa.
Ci sono andata soprattutto con la voglia di rivedere belle persone conosciute alla cena di un paio di mesi fa, e con la speranza di incontrarne di nuove, altrettanto interessanti e simpatiche. Ma anche con curiosità ed emozione, miste ad un briciolo di timore dato da una timidezza di fondo che mi porto appresso da anni (superarla? sì, un giorno, forse, chissà, ma ho già fatto passi da gigante, fidatevi…).
Comunque... ora so che cos’è un barcamp.
E’ una giornata in compagnia, una scampagnata al parco, un picnic sul prato, una pennichella sui divanetti, qualche speech interessante organizzato (ma anche no) dai partecipanti, un aperitivo bello carico con tanti amici, risate e condivisione.
Che qualcuno aggiorni Wikipedia.
E i miei souvenir più belli?
conoscere finalmente di persona Andrea Beggi, definito da me anche “il terrore di Splinder”
e conoscere Gatto Nero, un blogger che –ahimé- non avevo mai letto, ma che mi ha conquistata subito con un “Diamine!”.
* filastrocca dell'asilo che dovreste conoscere un po' tutti...
Dai su, non fare così, arriveranno nuovi (ingenui) splinderiani, dopotutto io chi sono? Solo una su 352.901 (blog su splinder, fino ad ora). Lo so, è che ci si affeziona poi alla fine... Su asciuga le lacrimuccie che se fai il bravo ti porto un gadget. Che so, magari un template nuovo... ti va? Ok, va bene, se proprio insisti per un po' resto qui lo stesso.
.Questo post qui era da un po’ che volevo scriverlo ma accidenti accidentaccio non c’ho avuto un cavolo di tempo ultimamente.
Avviso i miei cari 3 lettori (ah, no, sono aumentati, ma forse è un bluff) che trattasi di post assolutamente noioso e tecnico, se avete il cappuccino con la schiuma che vi si ammoscia, bevetevi pure prima il cappuccino, perché qui si parla di Contatori e rilevatori di Statistiche. Bello, eh?
Intanto ringrazio doverosamente quei gran pezzi di blogger di Andrea Beggi e di Pseudotecnico, che mi hanno segnalato il problema e aiutata nell’ardua impresa. Insomma. Per farla breve. E’ successo che tra i 12 contatori che utilizzo (suvvia il nr. è fittizio, dai) ce n’era uno un po’ “cattivello”. Sto parlando di Superstat, che in fin dei conti era un Contatore completo e di tutto rispetto, all’apparenza, ma (vattiafidare dei contatori di oggi) nascondeva un piccolo scherzetto. E va rimosso. Ora, il problema che causa Superstat io vi consiglio di leggerlo qui da .mau., non che io non l’abbia capito, no no, però visto che lui lo spiega così bene non vedo perché non dargliene atto.
Tant’è, comunque, che morto un contatore se ne fa un altro, e quindi io mi sono subito iscritta a Histats, dietro suggerimenti letti qua e là, e per ora devo dire che il servizio mi pare piuttosto valido.
Ora, non è che io voglia addentrarmi in ruoli che non mi competono andando a parlare di cose tecniche tutti i giorni, ma visto che ho provato questa “brutta” esperienza qui sulla mia pelle e sul mio blog, mi pareva buona cosa diffondere il verbo.
Superstat è da rimuovere. Tanto Vi dovevo. Cordialità, eh.
Perché questo blog?
Di tanto in tanto me lo chiedo, e mi viene il dubbio se scrivere ancora o no. Il blog a volte è un impegno e me ne sono resa conto la settimana scorsa, quando volente o nolente sono stata senza computer (ok, ce l’avevo in ufficio, ma lì devo dedicarmi ad altro, in teoria). Non potevo scrivere nulla, ma mi sentivo “giustificata” dal fatto che ero senza pc. Ma ora è tornato e quindi subito lì a pensare che cosa scrivere, avevo anche una mezza idea per un post divertente per raccontare le tecniche di sopravvivenza messe in atto la settimana scorsa per tamponare le crisi di astinenza. Magari un’altra volta, al momento non sono in vena. E allora, dicevo, perché questo blog? Mah, forse perché senza ne avverto la mancanza, forse perché mi fa sentire parte di una comunità (eh, come faccio sennò ad andare alle cene di blogger
?), forse perché è una cosa che ho iniziato e che non mi va di piantare lì, e vedere l’archivio che si arricchisce mi piace, forse perché mi fa compagnia, forse perché mi ha dato delle soddisfazioni ed è pur sempre uno stimolo a fare meglio (a proposito, i lettori dal feed sono raddoppiati ultimamente, grazie infinite –inchino-), o forse semplicemente perché mi va, punto.
Certo però, caro lettore, che ogni tanto ti trovi davanti a questi dubbi esistenziali ricorrenti nella sottoscritta (e dirai eccheppalle), ricordati che questo blog è solo un diario, racconto le mie cose ma mica posso dirti proprio tutto tutto, e poi non ti darò mai delle risposte, piuttosto facile che ti faccia delle domande… insomma, lettore, sappilo, qui non troverai niente che ti cambierà la vita, però potrai sempre trastullarti un po’. E quindi? Niente, semplicemente volevo dirti bentrovato. 
Inizia qui oggi, proprio su questo blog che avete il privilegio di leggere, una delle rubriche più innovative che vi siate mai sognati di trovare in un blog: si intitola “il referrer che non ti aspetti”. Lo so, spaccherò la blogosfera in quattro con questa idea, balzerò ai primissimi posti della classifica che non c’è, tutti mi linkeranno* per la mia sfavillante iniziativa… non so se reggerò a tanto clamore, ma ci si prova… ok, basta stronzate, ma restate qui, please.
Spiego brevemente per chi il pc lo usa solo per guardare le previsioni meteo e scaricare la posta (i geek possono passare al paragrafo successivo grazie): noi blogger siamo infimi dentro, sappiatelo, e vi spiamo. Sappiamo quando e da dove ci leggete, non possiamo spiegarvi come (son segreti che si tramandano di blogger in blogger attraverso segretissime cerimonie di sangue), ma vi spiamo, che volete farci, ci divertiamo così. E una delle cose che ci fa maggiormente sganasciare dalle risate sono le parole o le frasi che inserite nei motori di ricerca per arrivare fino a noi. Le chiamiamo Keywords, o Referrer. E così ogni tanto per far divertire il gentile pubblico, decidiamo di condividerle con i lettori. Ne nascono post come questo, godetevelo.
Dicevo, dunque: “il referrer che non ti aspetti”. In questo ultimo mese qualche ignaro lettore è giunto fino a me digitando le seguenti keywords, che vado ad elencare:
Che dire? Bella serata anche stavolta…
Come quella dello scorso dicembre, anche la cena di ieri sera riservata ai Bresciani (e non) su Facebook si è rivelata un successo! I dettagli? Eheh, informazione riservata! 
Potete al massimo dilettarvi guardando un po’ di foto qui.
Ringrazio gli organizzatori e attendo ansiosa la data del prossimo evento (di cui si parla da un po') “Bresciani su Facebook alle Terme”...
Stamattina mi sono svegliata (o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao) e mi sono ritrovata sul viso due brufoli giganti. Li ho guardati bene ed ho scoperto che non erano brufoli veri e propri, erano due germogli di ferrero rocher. E mi chiedo come mai visto che nei giorni scorsi non ne ho mangiati tantissimi, voglio dire meno di millemila, sicuramente.
Al lavoro niente di interessante da raccontare, ho civilmente dato della stronza ad una mia collega che parlava male di un assente, ho urlato al telefono con un altro collega dicendogli che aveva rotto i co…plinplin (ma poi ho fatto pace
), insomma ordinaria amministrazione.
Ah, mi sono anche fatta grasse risate con questo prestigioso video, dove compaio pure io, ma proprio per infiniti millisecondi…
Per finire ho deciso che, visti i brufolazzi, per un po’ sarà meglio che non mangi dolciumi e schifezze varie, beh i ferrero rocher in effetti li ho finiti… così stasera per cena mi sono limitata a mezzo sacchetto di patatine chips rustiche e coca zero.
Il giusto epilogo di una giornata così poi è quello di aver rovesciato la coca sul divano, ma questo è inutile che ve lo stia a raccontare, of course.
Ok, ma cosa c'entra tutto ciò con il titolo? ...direte voi.
Niente, il fatto è che una volta tanto volevo scrivere un post serio esattamente come questo preciso preciso, per parlarvi dell’uscita della nuova versione di uno dei browser più conosciuti del web (avevo già scritto il titolo, finamai), ma –dannazione!- sono stata battuta sul tempo. E così ho scritto il solito inutile post 
(poi ce la mando davvero alla redazione, eh)
Orsù, signor Splinder, si aggiorni, mica glielo devo insegnare io…
Che sennò prima o poi raccolgo baracca e burattini e me ne vo.
E mi porto via tutti i miei 3 lettori, oh.
Con i migliori ossequi alla signora.